In occasione del passaggio in sala del film, dedichiamo una DESIGN STORY a una delle prime architetto e designer donna, Eileen Gray, donna battagliera, indipendente, capace di sfidare a testa alta le convenzioni del suo tempo.
La storia della Villa E-1027 costruita negli anni Venti è prima di tutto anche la storia di un amore nato tra gli scogli e le acque trasparenti di Roquebrune-Cap-Martin, in Francia.
È il 1926 quando Eileen Gray progetta la Villa E-1027 su quel tratto selvaggio di costa scelto dal compagno Jean Badovici per farne il loro nido d’amore. Il nome scelto per la villa è una promessa d’amore in codice: E sta per Eileen, mentre i numeri 10-2-7 corrispondono nell’alfabeto alle lettere J-B-G, le altre iniziali della coppia.
Vista da fuori, la villa ha i profili puliti e squadrati di una tipica costruzione moderna, il cui candore spicca contro il verde rigoglioso dello sfondo. Per compensare il dislivello del terreno, un terrazzamento artificiale fa da base a quello che si articola come un volume su due livelli, per una superficie complessiva di 120 mq.
All’interno l’ingegno di Eileen Gray si manifesta in tutta la sua forza e originalità: “Ognuno deve potersi sentire libero e indipendente”, questo è il dogma che guida il progetto. Non solo ogni stanza ha il suo balcone con accesso dall’esterno, ma gli infissi, le persiane, le finestre sono tutti rimovibili, cosicché a ciascun ospite è consentito modulare e personalizzare lo spazio in base alle proprie mutevoli esigenze. Ma Eileen non si limita a questo e vuole che ogni complemento e mobile della casa sia funzionale, anzi multifunzionale, perciò realizza su misura tutti gli arredi (incluso il famoso tavolino E.1027, in tubolare d’acciaio, materiale di cui ella farà ampio uso, anticipando in un certo senso i paradigmi del Bauhaus).
Dopo la brusca rottura, Badovici resta da solo in quella scatola immacolata sospesa sugli scogli e un giorno decide di invitare a tenergli compagnia il celebre amico Le Corbusier, il quale, varcando per la prima volta la soglia della Villa, ne resta folgorato perché l’edificio presenta ante litteram tutti i cinque principi dell’architettura moderna da lui teorizzati: i piloni, la pianta libera, il tetto giardino, le finestre a nastro, la facciata libera. Eileen apprende che il maestro ha apprezzato il suo lavoro e ne è felice, ma quello che non immagina è che quell’ospite presto diventerà assai ingombrante e “sfregerà” i muri candidi con i suoi murales coloratissimi dal tono sessista che ironizzano sfacciatamente sulla bisessualità di Eileen e sui suoi rapporti con l’ex compagno Badovici. Mentre li dipinge, Le Corbu si fa fotografare nudo, quasi a sottolineare lo sfregio.Per la designer irlandese è un colpo durissimo, l’ennesimo inflitto a quello che resta della sua grande storia d’amore ormai finita: ora anche la casa non è più sua, non la rappresenta più, è solo l’involucro profanato di un tradimento e per questo Eileen non ci metterà mai più piede. Un destino doloroso e ingrato, ma anche un groviglio di passioni così turbolente da ispirare due film, The Price of Desire (2015) e il recentissimo E.1027 – Eileen Gray E La Casa Sul Mare (2024).
Oggi la villa è stata restaurata dopo anni di completo abbandono e si può visitare. Tutti i mobili ideati da Eileen Gray sono prodotti ancor oggi e potete chiederli a MG CASA
